RIQUALIFICAZIONE DEL LUNGOMARE DI SCHIAVONEA

Il tema della riqualificazione dei waterfront, siano essi metropolitani o balneari, di grande estensione o relativi ad una sola spiaggia, sta divenendo sempre più spesso il tema di confronto del progettista. Una concomitanza di avvenimenti e di opportunità si concentrano sulla linea di interfaccia tra mare e terra, cercando di rimodellare i limiti, a volte conquistando ed a volte regalando porzioni di terra. Il principale tema, acuito dal riscaldamento globale, risulta essere l’innalzamento del livello medio del mare, con la conseguente problematica di sicurezza relativa alle popolazioni costiere. In Italia, recentemente, si è aggiunto anche il tema della durata e della forma delle concessioni demaniali, con grande dibattito e movimento di interessi economici.
Proprio in questo filone di riqualificazione ambientale ed urbana si inserisce la proposta per il lungomare di Schiavonea, caratterizzato da una certa densità abitativa alle spalle del litorale, da una strada litoranea costruita su criteri più funzionalistici che urbani, da un sistema balneare parzialmente strutturato ed utilizzato in forma massiccia. Suggestionati in parte da quanto contenuto nel documento preliminare alla progettazione, la nostra proposta si è articolata attorno al concetto di recupero del rapporto tra zona urbana e spiaggia, attraverso la mediazione con lo spazio naturale della duna.
Procedendo con la descrizione per elementi, si parte proprio dall’elemento di cesura oggi esistente, ossia la strada. Si tratta di un elemento oggi articolato in maniera eccessivamente infrastrutturale, con rotatorie, intersezioni, corsie di elevata larghezza e parcheggi. Il tentativo di ridisegno di questo importante elemento si fonda sulla intuizione di creare una spina centrale, urbana e con servizi, e le corsie di circolazione, separate per senso di marcia dalla stessa spina, che creano una sorta di anello di circolazione tra il palmeto ed il torrente Coriglianeto. La suddivisione dei flussi e la creazione di uno spazio pubblico “utile” al centro si basa sul concetto della maggiore facilità di attraversamento pedonale se il traffico è suddiviso e se lo spazio da attraversare ha caratteristiche urbane. Se quindi da una parte lo scotto da pagare è una maggiore dimensione della sezione stradale, dall’altra lo spazio urbano guadagna in qualità. La spina centrale sarà equipaggiata con servizi di vario tipo, dal giardino al chiosco bar al campo di basket, per rendere appetibile uno spazio che media la relazione urbana-litoranea, a servizio della popolazione che insiste alle spalle della spiaggia. Inutile dire che la previsione di strutture e servizi potrà allungare la stagionalità dello spazio, non essendo la spiaggia l’unico focus, ma anche altre attrazioni saranno aggiunte.

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