RIQUALIFICAZIONE PAESAGGISTICA DELL’AREA DELLE SORGENTI DEL PIAVE

La concezione di paesaggio portata dal progettista determina un forte imprinting e ogni successiva azione di progetto mira all’affermazione ed al consolidamento della visione iniziale. Agire in un contesto paesaggistico di alta montagna, con caratteri originali molto forti, impone una riflessione particolarmente attenta. Oltre a ciò, si deve considerare la presenza della sorgente del Piave, che aggiunge fragilità al sistema e carica il luogo di significati culturali.
Il contesto ci ispira un atteggiamento di delicatezza, di empatia, di rispetto. L’empatia nasce dal rapporto culturale che viviamo con le montagne, che sono parte della nostra storia, che hanno “fatto la guerra”, da cui nascono i fiumi.
Il rispetto ingenera dalla montagna stessa, un ambiente di cui si deve sempre avere timore pur nel fascino avvolgente del paesaggio; il rispetto si deve inoltre alla sacralità del fiume Piave, per il ruolo storico e soprattutto per il carico di vite umane che alberga nel suo alveo. La sorgente del fiume Piave diviene quindi un punto alto, unico, in cui si sviluppa una tensione tra la rimembranza dei significati storici e culturali e l’oblio ingenerato dalla forte presenza della natura, la montagna che ci fa pensare al momento presente ed allo stesso tempo ad un tempo geologico, ci porta distanti dalla dimensione temporale umana.
L’atteggiamento progettuale si traduce dunque in poche azioni, in cui si combina il carattere funzionale ed organizzativo con materiali e linguaggi costruttivi locali ed archetipici, aggiungendo significato agli elementi già presenti. Il progetto si articola in 3 parti, dal carattere diverso, riconoscibili nella sacralità, nella conoscenza, nell’accesso. La sacralità si ritrova nella zona più alta, dove troviamo la sorgente e la cappella e niente di più, per dar modo di focalizzare il significato del luogo. La conoscenza è divulgata nell’edificio che ospita punto informazioni e punto gastronomico, oltre che il punto panoramico sul fiume Piave appena formatosi. L’accesso organizza il sistema della sosta e i raccordi con i sentieri CAI, in un punto sostanzialmente poco evidente nel panorama del complesso.

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