Masterplan Spiaggia di Levante – Bibione

L’area di progetto della presente proposta è la Spiaggia di Levante a Bibione, sita nel Comune di S. Michele al Tagliamento, posta all’estremo nord-ovest della provincia di Venezia. E’ una zona caratterizzata da una forte vocazione naturalistica, presenta un’estesa Pineta confinante con la zona agricola e un’interessante e unica zona umida denominata Lama di Revelino. Il sistema della foce del fiume Tagliamento rappresenta, insieme alle valli e pinete, l’area di maggior bellezza ed interesse ambientale del territorio.
1 – ACCESSI: L’intervento si pone l’obiettivo di individuare dei nuovi punti di accesso alla Pineta e ai percorsi che conducono fino alla foce del Tagliamento in modo da facilitare l’ingresso a tutta la zona naturalistica. Azione importante è la proposta di spostamento dell’accesso dedicato ai mezzi di pulizia della spiaggia che scavalca il muro di difesa con una rampa di terra battuta e taglia a metà l’area della Lama di Revelino, provocandone un degrado e limitando il libero flusso delle acque al suo interno.
2 – RECINZIONE AREA DEMANIALE: L’area demaniale è delimitata da una recinzione in rete metallica che attraversa la Lama di Revelino.
Poiché l’intervento si propone di riqualificare l’intera area umida di grande interesse naturalistico per la diversità vegetazionale e faunistica, si rende necessario spostare o eliminare il segno della recinzione esistente. Una possibilità progettuale è quella di sostituirla con un segno che abbia minor impatto visivo e fisico per i fruitori, rendendosi quasi trasparente rispetto ai flussi delle acque e delle specie animali e vegetali.
3 – LAMA DI REVELINO: La Lama di Revelino è un area umida ubicata in una depressione di retro spiaggia, collegata al mare da una bocca effimera che si apre e chiude in funzione della dinamica litoranea e, talora, di interventi meccanici finalizzati a prevenirne l’impaludamento. Nella situazione attuale vi è l’esigenza di proteggere la spiaggia, evitando che grandi quantità di sedimenti si perdano verso la Lama per overwash, e di gestire l’evoluzione dell’area umida retrostante aumentandone la valenza ambientale.
4 – PERCORSO LUNGO IL MURO: Il muro di difesa contro le mareggiate delimita con un segno forte la separazione della Lama di Revelino dall’area agricola e dalla Pineta retrostanti; esso però può essere visto come un’opportunità e non semplicemente come un segno di cesura o un mero oggetto con unica funzione di salvaguardia del territorio. Il progetto propone di riqualificarlo e rifunzionalizzarlo realizzando un percorso che costeggiandolo conduca i fruitori nel cuore della Pineta, fino al Faro sulla foce del Tagliamento.
Il percorso ciclo pedonale può collocarsi a diverse altezze rispetto al muro, che presenta una sezione particolare che ben si presta a questo scopo: questo consente di determinare una scoperta dell’area umida da diversi punti di vista privilegiati, senza entrare in conflitto con lo spazio protetto, ma godendo della sua bellezza e unicità.
5 – LA PINETA: La pineta si presenta molto degradata, soprattutto nella parte prossima alla battigia, a causa dell’azione erosiva del mare e dell’aerosol marino che brucia gli esemplari che si ergono sulle dune ormai consumate dall’azione del vento e dell’acqua. E’ necessario innanzitutto ripristinare il cordone dunoso, che permetta di proteggere la Pineta, che potrà così essere riqualificata tramite la piantumazione di nuovi alberi. Gli alberi ormai irrimediabilmente danneggiati potranno essere utilizzati, insieme al materiale vegetale trasportato dal fiume sulla spiaggia, come materiale di consolidamento delle dune a protezione della Pineta retrostante. Queste dune potranno essere piantumate in seguito con l’idonea vegetazione, in modo da riportarle ad una situazione di stabilità che consenta il mantenimento e il naturale movimento nel tempo delle protezioni naturali a mare.
6 – IL FARO: Il faro di Punta Tagliamento e la zona di sua pertinenza sono da lungo tempo in stato di abbandono; tuttavia si trovano in un punto di particolare interesse, essendo posizionati sopra il cordone dunoso orientale, con un punto di vista privilegiato sulla foce del fiume, sul mare, sulla costa di Bibione da un lato e di Lignano dall’altro. Per questo motivo l’intervento propone una ristrutturazione dell’edificio del Faro, destinandolo a scopi ricreativi, di informazione e ristorazione, con uno sguardo attento alla tradizione locale e alla vocazione agricola e naturalistica del luogo. La zona attorno all’edificio manterrà una caratteristica di più forte antropizzazione rispetto alla condizione naturale delle dune circostanti, diventando un giardino più formale aperto al pubblico, così come il Faro stesso.
7 – PUNTI PANORAMICI E PERCORSO: Il cordone dunoso orientale prospiciente la foce del fiume, presenta uno stato di conservazione migliore rispetto alle dune del fronte mare. Tra la vegetazione è possibile trovare alcuni percorsi, che però necessitano di manutenzione e di entrare a far parte di una rete più ampia di sentieri pedonali che colleghino l’interno della Pineta con la fascia costiera e tutto il sistema delle dune. Questo permetterà di avere dei punti di vista privilegiati sulla foce e di scoprire a fondo il sistema vegetazionale tipico della zona.
8 – BARRIERE IN MASSI SULLA FOCE: Le massicciate frangiflutti poste a protezione del sistema dunoso orientale e del Faro, sono state costruite per cercare di porre rimedio alla forte erosione dell’arenile da parte del fiume. I detriti depositati tra le massicciate hanno definito la formazione di una nuova parte di spiaggia lungo il Tagliamento, ma allo stesso tempo hanno costruito una cesura tra la terra e il mare che altera il rapporto dell’uomo con l’acqua. Si propone quindi la costruzione di un percorso sopraelevato, che sfrutti la posizione dei frangiflutti per recuperare il rapporto iniziale tra le due parti e per dare agli utenti la possibilità di scoprire e vivere nuovamente la foce del fiume.
9 – PONTILE: La possibilità di creare un punto di scalo nautico per i turisti che intendono visitare la pineta e il faro è concreta e si ritiene che ciò sia possibile a condizione che lo scalo possa rappresentare, in condizioni meteorologiche ottimali, un ormeggio sicuro almeno per la durata della visita. Si è ritenuto quindi che dovesse essere ubicato in una posizione prossima all’area di interesse, ma che risultasse riparata, in particolare dalla traversia di Bora, e non creasse intralcio al traffico nautico lungo l’asta terminale del fiume.

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