Museo allU´Aperto sul Carso

CONCORSO DI PROGETTAZIONE PER LA REALIZZAZIONE
DI UN MUSEO ALL’ APERTO SUL CARSO GORIZIANO:
CARSO 2014+

Il termine “carso” deve la sua etimologia ai forti processi naturali che hanno modellato, nel tempo, questo paesaggio. Ma si puó dire tanto rispetto al riconoscimento che la comunitá fa della prevalenza della “natura” rispetto alla costruzione di paesaggio. E un luogo dove le “cose naturali” si impongono, ma dove l’uomo ha ancora una parola da dire.

Facciamo emergere, con molta forza, l’idea di rinforzare la relazione tra i processi naturali e quelli antropici, in una proposta di lettura razionale del territorio a partire dalla modalitá di unione delle tre aree di intervento. Questa infrastruttura, consolidata nel tempo per la modalitá di appropriazione del paesaggio da parte dell’Uomo, appare come un percorso di connessione, ma allo stesso tempo come percorso di interpretazione. Detto in altro modo, la strada ad anello che, storicamente, si va affermando come effettivo meccanismo di appropriazione umana, é ora utilizzaata come parte integrante della costruzione dei nuovi apparati culturali, turistici, didattici e celebrativi. Da un semplice percorso di  connessione abbiamo fatto rinascere una struttura necessaria per la convivenza armoniosa di pedoni, biciclette e automobili.

Sul Monte San Michele, sono suggeriti interventi graduali. Nella prima fase la riqualificazione del museo esistente, che implica la sua adeguazione ai tempi correnti e alcuni lavori di demolizione, accompagnati dalla creazione di una grande piazza, elemento pubblico di organizzazione di tutto il nucleo. La seconda fase é riservata ai lavori di riordinamento del sistema di camminamenti esistente, a partire dall’elaborazione dei percorsi interni (galleria e piattaforma) e degli esterni. Contemporaneamente a questi interventi, si procede allo scavo per il nuovo museo sotterraneo, seguita dalla rimozione del terrapieno, aprendo la visuale su tutto il territorio circostante.

Le nuove proposte per il belvedere di Castelazzo si relazionano con l’identitá e la caratterizzazione di un percorso di conoscenza del paesaggio dell’area (depressione isolata di grandi dimensioni, coperta da uno strato alluvionale e circondata da pareti a strapiombo). Il percorso é organizzato in due momenti. Un primo, di accesso alla cava, con dimensioni relative allo sfruttamento industriale, la natura geologica del luogo e la corrispondente botanica. Questa parte termina in una dilatazione, originando uno spazio con una monumentalitá tale da ospitare grandi eventi e risolvere i dislivelli esistenti. In secondo luogo, il percorso abbandona l’area della cava per ramificarsi in piccoli cammini assenti sulla parte piú alta (cresta), tali da offrire varie postazioni di contemplazione del paesaggio carsico.

Allo stesso modo, l’area panoramica sul Sacrario di Redipuglia si divide in due fronti: l’area di accesso, dalla parte piú bassa dello spazio-climax del monumenro alla quota alta. Nella prima, i lavori si incentrano nella gestione degli accessi e nel recupero della teatralitá adeguata all’avvicinarsi dei visitatori. Nella seconda, proponiamo un ridisegno di tutto l’involucro, scelta fatta con la consapevolezza che il momento piú alto della teatralitá si ha al difuori dall’area sacra. I lavori in pianta e in alzato, e di abbattimento di alcuni alberi per la creazione di nuove visuali, sono stati redatti con il proposito di conferire al monumento una organizzazione e una scala piú adeguate.

In breve, la nostra proposta suggerisce di aggiungere un nuovo layer di storia a questa regione. Uno strato sopratutto relazionale, di consapevolezza delle relazioni ormai molto consolidate, ma allo stesso tempo parzialmente dimenticate. Non parliamo qui di paesaggio solo in quanto nucleo museale, ma sopratutto della sua scala monumentale. Noi non ci referiamo al paesaggio come qualcosa di statico – un qualunque artefatto preistorico da ammirare nella vetrina di un museo – ma di un paesaggio dinamico, monumentale per la sua scala, per la sua storia e per la sua influenza sull’Uomo, in costante evoluzione. Da un paesaggio che é un monumento a tutto ció che é stato e che ci riproponiamo di trovare, da una forma piú effettica e sistematica ai suoi nuovi, o potenziali, fruitori. Da questo riconoscimento dipende allo stesso modo il suo presente e la futura valorizzazione.

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