Parco Comunale di Tamarineira

LICITAÇÃO PÚBLICA NA MODALIDADE CONCURSO PÚBLICO NACIONAL DE IDEIAS PARA IMPLANTAÇÃO DO PARQUE PÚBLICO MUNICIPAL DA TAMARINEIRA NO RECIFE/ PE

Questa é un’area chiaramente definita in tutti i suoi confini, a causa delle sua precedente delimitazione, in quanto recinto di importanti edifici ospedalieri. Tuttavia, la natura e la qualitá dei confini del nuovo parco non appare cosí chiara. Esattamente per questo, i confini sono stati trattati in maniera diversa: quelli a contatto con le strade, a nord e ad ovest, sono stati risolti con una massa di alberi che servono per l’allineamento e la definizione della strada;  la fossa di drenaggio, il grande confine del lato sud-est (che corrisponde ad una linea di acqua) é stato considerato, allo stesso modo, un elemento importante del territorio, proponendo il suo recupero e articolazione con altri spazi diversi a monte e a valle; infine, per il retro dell’area residenziale, al limite nord, si é optato per suggerire un passaggio pubblico.

Il nuovo passaggio pubblico pretende di rinforzare il legame del recinto con la maglia urbana residenziale, incoraggiando la transizione di flussi pedo-ciclabili, comportandosi cosí come elemento urbano con caratteri e usi propri. La sua formalizzazione vuole trasmettere l’idea di ripresa urbana e di luogo di passaggio, convivio, relax; un “tunnel” caratterizzato da una grande presenza di alberi, con zone di sosta, di ombra, di sole e di ricezione di tutti i percorsi che arrivano qui dal parco. Per la sua importanza nel contesto del nuovo parco, il passaggio pubblico termina, a nord, in una piazza marcatamente urbana, con sedute e un grande murales di arte urbana.

La nozione di limite, nelle sue varie accezioni, introduce la coscienza di una nuova divisione dello spazio, frutto di una nuova proposta d’uso. Questa idea nasce come conseguenza della strutturazione dello spazio d’intervento – matrice del supporto e coerente in tutte le piccole strutture sparse – realizzata per mezzo di una rete di percorsi ben articolati e gerarchici al quale si collega l’alternanza di pieni e vuoti capaci di percepire il programma di concorso. Da questa struttura, e da tutte le necessarie declinazioni, nasce la proposta del nuovo parco urbano, che si articola in tre zone distinte:

– La zone di entrata nel parco (estremo ovest), composta da una rete di percorsi principali nella direazione NE-SE, e legati tra loro con connessioni trasversali, da tratti rigidi o organici. Questa struttura definisce tasche di dimensioni diverse, riempite da vegetazione mista (alberi e arbusti) – i cosiddetti pieni – definendo le grandi radure centrali come i vuoti del parco, aree di riposo, gioco informale;

– La zona centrale del parco, definita dall’articolazione tra gli elementi architettonici, preponderanti, e la vegetazione. La vera azione di cucitura degli edifici esistenti con tracce, usi e proporzioni distinte avviene in questa area, facendo emergere il programma per il parco nello spazio restante tra gli edifici, tanto nei pieni quanto nei vuoti;

– La zona della Matinha (estremo est), per la quale proponiamo una preservazione massima, in quanto luogo di celebrazione della natura – il bosco sacro. Affinché questo fosse possibile, era necessario densificare la vegetazione e realizzare una struttura di percorsi sopraelevati, ad una altezza di sicurezza dal pieno “naturale”, offrendo cosí ai fruitori un’enorme ricchezza di contatto con i diversi strati arborei.

La Matinha é considerata come il punto alto verso il quale i percorsi si dirigono. La sacralitá di questo spazio é legata, del resto, alla percezione dei surplus come la sua protezione attiva: luogo di eccezione nella area del parco ma, allo stesso tempo, nel contesto della cittá; zona naturale con valore didattico-pedagogico; spazio di contemplazione. La preoccupazione di definire tanto chiaramente le differenti zone di progetto emerge nella articolazione con la necessitá di conferire al pieno del nuovo parco usi distinti e, in questo senso, dotandolo di capacitá di carico lo stesso disparate. Da questa nozione nascono perció le soluzioni per le distinte materializzazioni.

Le grandi radure nella zona d’entrata nel parco sono luogo di riposo e gioco perché, in veritá, i prati che proponiamo sopportano una grande capacitá di carico se comparati, per esempio, ai margini arbustivi in ombra, piú sensibili. Allo stesso modo, i percorsi longitudinali e trasversali, rispettivamente in cemento e in inerti con legante, si offrono come zone preferenziali di sosta e circolazione per la loro resistenza e comoditá. Nella zona di minor capacitá di carico, come nel caso della Matinha, i percorsi sopraelevati – strutture resistenti – guadagnano importanza in quanto contorni di delimitazione dell’uso spaziale.

L’introduzione di diverse capacitá di carico si lega alla proposta di controllo microclimatico dei punti scelti, sopratutto, l’aumento della sensazione di comfort e benessere. Questo obiettivo é perseguito, da un lato, con l’introduzione di materiali naturali – la vegetazione – e, dall’altro lato, da materie artificiali – i pergolati di protezione dal sole e dalla piogga torrenziale.

Infine, l’introduzione del fattore tempo come potenziatore e/o inibitore dei processi nelle materie vive con le quali operiamo, porta alla consapevolezza del fatto che, da un mosaico costituito da numerosi elementi di dimensioni diverse e collocate in posizione apparentemente casuale (o per lo meno aleatoria nel contesto attuale che ancora voglia conferire al parco), é possibile che arriviamo ad un insieme strutturato e gerarchico di differenti sistemi – percorsi, pieni/vuoti, ombra/sole, usi esterni/interni, modellazione topografica, capacitá di carico.

Da una proposta che parte come definizione spaziale e relazionale tra le strutture construite e la vegetazione, arriviamo ad una soluzione piú complessa di un semplice piano di piantumazione – questa soluzione si comporta, essendo collante dello spazio, alcune volte come cornice, altre volte si riserva il ruolo di attore principale. La matrice capace di costruire, partendo da elementi frammentati, uno spazio coerente nell’insieme.

Questa idea di progetto in quanto insieme di strumenti che operano su elementi altamente mutevoli, con gradi di imprevedibilitá vari e generatori di un paesaggio consolidato nel tempo, si oppone fortemente alla proposta vincitrice, incentrata sulla formalizzazione spaziale altamente controllata, regolata da principi estetici molto forti e che implica meccanismi di controllo altamente specializzati.

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