Parco di Tempelhof

OFFENER LANDSCHAFTPLANERISCHER WETTBEWERB PARKLANDCHAFT TEMPELHOF

La riflessione iniziale su Tempelhof riguardava, essenzialmente, la necessitá di tracciare un percorso strategico basilare che permetta l’implementazione di un programma giá definito in linea generale, in un processo partecipato, fino a raggiungere uno stato di riferimento, di gestione di crociera. La proposta si concentra nella definizione di questo percorso strategico e nella concretizzazione del suo momento fondativo, in quanto base di partenza per una discussione proficua.

Una delle qualitá fondamentali di trasformazione di questo grande vuoto é la quasi totale assenza di compromessi programmatici e, per lo stesso motivo, una apertura verso l’effimero e ad occupazioni temporaranee piú libere. Cosí, diventa imperativa la definizione di un sopporto di massima flessibilitá e capacitá di accoglienza, da un punto di vista dimensionale, ma allo stesso tempo nella qualitá di adattamento all’esistente. Questo supporto deve essere definito stabilendo dei meccanismi di funzionamento e non imponendo un disegno. L’obiettivo é la proiezione di un nuovo paesaggio a Tempelhof – evoluta e di grande dinamismo – prendendone tutti i caratteri differenti e includendoli al fine di una coerenza generale rassicurante e identitaria. Un nuovo parco per Tempelhof, come straordinaria opportunitá per la promozione di una significativo cambiamento nel quotidiano dei berlinesi.

La costruzione di un nuovo “codice genetico”, originatore di una struttura fondativa forte e coerente, ci ha condotto ad un risultato possibile – uno tra i molti possibili – di definizione di un fenomeno essenzialmente dinamico. Possiamo definire il codice con quattro principi base:

– L’estensione della maglia urbana circostante verso l’interno dell’area di intervento per mezzo di un gradiente di attivitá e densitá costruita e in un chiaro tentativo di rompere i rigidi limitidi linearitá;

– La strategia di formalizzazione spaziale del vuoto, attraverso il consolidamento di una frontiera circostante al parco di una densitá volumetrica sufficiente;

– La progressiva frammentazione della costruzione e attivitá formale verso l’interno, rinforzando la condizione del grande vuoto centrale;

– La manipolazione sistematica del confronto di grande espressivitá tra geometrie semplici – artificiali e rigide –  con geometrie piú complesse – dolci e sensibili.

Allo stato attuale, l’area di Tempelhof é ricca di segnali di grande importanza ed espressivitá, ma é allo stesso tempo un immenso foglio omogeneo che suggerisce l’aggiunta di complessitá, che richiede l’introduzione di una nuova scala, accogliente e confortevole, che si aggiunga alla magnifica scala dell’area oltre l’aeroporto senza comprometterla (perché questo é uno dei nostri punti di partenza per la nostra riflessione).

Una operazione fondamentale – la introduzione di un rilievo topografico capace di potenziare i sistemi di trasporto dell’acqua nelle aree depresse e i sistemi di colline ondulate, con l’utilizzo del terreno in eccedenza  – corrisponde ad una organizzazione articolata di tutto lo spazio. L’esercizio di modellazione stesso lavora con tutti i processi, intregrandoli, migliorandoli o semplicemente facendoli apparire. Partendo da questo, siamo stati capaci di organizzare con massima chiarezza i tre sistemi che costituiscono il nuovo paesaggio: il sistema della vegetazione, dell’organizzazione delle acque e dell’enegia.

Il sistema vegetativo o fitomorfo si appoggia alle circostanze topografiche e di umiditá creata per esprimere l’enorme diversitá degli ambienti e di opportunitá di utilizzo, ovvero didattica ed educativa.

Dall’altro lato, il sistema dell’acqua si divide in sistema idraulico nel quale le differenti emergenze sono rimesse alle circostanze distinte e funzionali molto diverse. Il grande lago centrale gioca una funzione strutturante, ma allo stesso tempo di serbatoio principale, per l’accumulo di acque rigenerate da un sistema di fito-depurazione.

Infine, il sistema energetico si concretizza in un percorso ad anello di auto-produzione che permetta di alimentare le proprie necessitá energetiche di gestione del parco e che sia, allo stesso tempo, un mezzo di divulgazione e promozione di “energia pulita”.

Riconoscendo nelle qualitá del parco la sua essenza informale, di libertá collettiva ma allo stesso tempo individuale di comunione con la natura, la nostra proposta mira a conformare un nuovo paesaggio partendo da un momento di rottura seguito dalla rivitalizzazione funzionale. Da uno spazio morente, a causa della perdita della sua ragione d’essere, arriviamo ad un sistema urbano che integra trasversalmente e appaga le richieste della popolazione.

A posteriori, le nostre soluzioni possono essere giudicate come interventi eccessivi, che possono avere origine nella interpretazione sbagliata del programma preliminare. Ció nonostante, continuiamo a credere fermamente che la trasformazione in un nuovo paesaggio di Tempelhof deve essere vissuta come un processo dinamico, che possa, prima o poi, seguire diversi percorsi alternativi, fasi distinte, differenti tempi di realizzazione. Il vero e proprio processo di trasformazione deve essere inteso come una opportunitá programmatica eccezionale.

Èd é importante, per il nostro modo di vedere, fissare un quadro di riferimento degli obiettivi ben preciso, condividendolo con la comunitá, e una strategia di implementazione esaustivamente caratterizzata, rigorosamente rupportata da un piano di finanziamento dettagliato e solidamente messo giú con una forte passione per il luogo.

Project Gallery


Project Map

View Larger Map