Riqualificazione del Lungomare di San Girolamo a Bari

CONCORSO DI PROGETTAZIONE ‘RIQUALIFICAZIONE DEL FRONTE MARE DEL LITORALE DI FESTA – S.GIROLAMO’ BARI

La nostra proposta si basa su considerazioni presentate in un programma rigido e propone tre concetti progettuali, di natura ugualmente etica.

Un primo concetto riguarda la sostenibilitá ambientale e paesaggistica. La qualitá del nuovo fronte costiero del litorale nord di Bari non doveva nascere da una idea meramente formale. Detto in altro modo, volevamo affermare la nostra convinzione che la nuova immagine di questo litorale fosse raggiunta a discapito di quella che sarebbe stata l’immagine migliore per l’area stessa e per l’utilizzo del mare come risorsa.

Il secondo concetto si relaziona alla  sostenibilitá sociale. Le azioni progettuali e i fondi economici che le operazioni avrebbero impegnato, influenzano le metodologie di realizzazione del nuovo lungomare in un contesto di elevata qualitá ambientale e degli spazi pubblici, non solo per gli usi attuali ma per i potenziali usi futuri.

Il terzo, e ultimo, concetto parla di sostenibilitá economica. Riconoscendo che non tutti gli interventi possono essere realizzati interamente con fondi pubblici, abbiamo ammesso un primo tipo di investimento fatto dal Comune,  riguardante le infrastrutture di manutenzione e protezione costiera, e una seconda tipologia di investimento privato, per il quale gli operatori di macchinari e servizi possono intervenire nell’area seguendo le indicazioni del masterplan e la volontá pubblica. Solo cosí era pensabile la creazione delle condizioni per rendere la balneazione possibile e sicura e ottenere gli strumenti e i servizi necessari, non solo relazionati alla stagionalitá delle spiaggie, ma con fattori economici piú corposi e strutturanti del nuovo luogo.

In termini strategici, suggeriamo la combinazione di due principali vocazioni di questo luogo: il carattere dinamico e di grande omogeneitá della spiaggia e la possibilitá di trattare gli spazi pubblici intervenendoci come prolungamento degli spazi interstiziali presenti nel tessuto urbano adiacente. La principale novitá di questa combinazione é la definizione della nuova area della spiaggia – o area vocata alla balneazione – la quale, libera da tutte le costrinzioni, si puó estendere fino al basamento degli edifici. É importante sottolineare a questo punto che questa volontá di allargamento dell’area della spiaggia non puó mai rendersi incompatibile con le altre funzioni necessarie in questi sistemi – transito delle auto, percorsi ciclo-pedonali, aree di sosta e parcheggio – ma devono promuovere una convivenza armoniosa tra gli elementi, in soluzioni di grande omogeneitá nella loro formalizzazione materiale.

La formalizzazione materiale é stata, d’altronde, una nostra convinzione molto forte. Era, per noi, imprenscindibile la creazione di una immagine continua che deve essere ottenuta a scapito di un materialitá unificatrice marcatamente urbana. Estendendosi per l’area di intervento, come una coperta a patchwork, questa materialitá funziona anche come matrice strutturante dello spazio pubblico e di tutte le strutture previste al di sopra.

Una lettura planimetrica di questa area permette una definizione chiara della sua unitá territoriale, fornendo la chiave per la comprensione della grande varietá di soluzioni morfologiche possibili ottenute dallo studio delle sezioni. In effetti, la successione di sezioni ci permette di comprendere l’enorme varietá spaziale, molto piú complessa di quella che la lineareitá dello spazio lasciava intravedere, portandoci a proporre soluzioni piú adeguate per la combinazione di azioni di protezione idraulica con la reale intenzione della cittá di recuperare la spiaggia.

Per quanto riguarda i fattori sociali, in accordo con teorie ampiamente diffuse che difendono il progetto territoriale in quanto strumento, non solo per la riqualificazione urbana in senso stretto, ma anche per il suggerimento di meccanismi virtuosi di rigenerazione sociale, proposiamo un approccio poliedrico.

L’intervento sul lungomare é volto a rivitalizzare le aree urbane limitrofe, preoccupandosi anche di includere processi di recupero urbano, spazi interstiziali indefiniti, dove fenomeni marginali di criminilitá e vandalismo acquisiscono una espressione preoccupante. Questo approccio ci permette di comprendere lo spazio urbano come qualcosa di continuo, una successione di luoghi declinati rispetto alle funzioni e alle attivitá. Il sistema proposto mira a contaminare positivamente, e con gradi differenti di volontá e complessitá, tutti gli spazi morti, pubblici e privati, seguendo un atteggiamento di genuina riqualificazione urbana e sociale.

La proposta giocava cosí da un lato con la revitalizzazione delle aree problematiche, aumentando la frequenza e diversitá dei fruitori nei diversi orari e, dall’altro lato, con un ridisegno, tecnico ma anche concettuale, della frontiera tra pubblico e privato.

Da una forma generale, la proposta che presentiamo a concorso rivela una eccellente opportunitá per ridefinire le relazioni tra litorale, spazio pubblico di maglia urbana consolidata e volumi edificati. Crediamo che queste idee presentate superano i limiti concettuali tradizionali tra spiaggia e cittá, definendo nuovi spazi in risposta alla fusione di queste due logiche nel litorale urbano.

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