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8. Mostra Internazionale di Architettura
JOÃO NUNES | PROAP
Rappresentanza Portoghese,
Padiglione Italiano,
Giardini di Castello, Venezia, Italia
8 settembre > 2 novembre 2002
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L'antica "arte dei giardini" con grande tradizione in Portogallo, dai poderi cinquecenteschi fino ai giardini dei palazzi e ai solari di architettura domestico civile, del Barocco, e del Romanticismo, fu rilanciata, come una moderna architettura paesaggista, dagli architetti e professori Francisco Cadeira Cabral e Gonçalo Ribeiro Telles nella metá del secolo XX.
E' nel quadro di questa tradizione piú recente, giá di espressione moderna, che, al pari di opere di altri autori piú o meno conosciuti come João Gomes da Silva, Luís Cabral o Álvaro Manso, si inserisce la pratica di João Nunes, congiuntamente alla equipe di architetti paesaggisti di PROAP.
Questo gruppo di architetti, muovendosi all'interno della tradizione moderna, le conferisce un aspetto contemporaneo, in una rinnovata dimensione tecnica, materica e plastica, nel progetto e realizzazione di opere di parchi e giardini portoghesi. Nell'esposizione dei lavori piú recenti, e esemplificando la sua versatilitá e attualitá della proposta, emergono quattro lavori esposti fino al livello del dettaglio nell'esposizione itinerante, arrivata ora alla Biennale di Venezia di Architettura come rappresentanza portoghese.
Questi quattro lavori sono dimostrativi, per un lato, della versatilitá e del senso innovatore del gruppo (esemplificato nel progetto del Parco del Tejo nella zona della Expo '98 di Lisbona), per altro lato, della sua capacitá di inserimento nel piú moderno lavoro di riqualificazione e costruzione delle periferie (parco urbano della "Quinta da Politeira"); e ancora, dalla capacitá innovatrice in interventi di riqualificazione di giardini storici, inquadrata in eventi puntuali (giardino della corderia per Porto capitale europea della cultura 2001).
Questa rappresentazione, di carattere nazionale, dimostra la visione di inter-disciplinaritá nonché sottolinea la dimensione trans-disciplinare del Ministero della Cultura- Istituto di Arte Contemporanea, che dimostra come l'architettura paesaggista possa valorizzare sia l'architettura come "arte di fare cittá", sia la creazione del dominio delle arti plastiche, dove si esprime rinforzando spazi e opere con valore di forma, colore luce e texture (e qui l'architettura paesaggista introduce la mutazione permanente, gli aromi, i suoni naturali).
Solo attraverso l'apertura e il dialogo totalmente aperto e creativo tra saperi, possono evolvere in maggiore pienezza i nostri processi di cultura, nella piena affermazione di vita delle comunitá.

José Manuel Fernandes
Direttore dell' Istituto di Arte Contemporanea